Sono molti anni che scrivo articoli o libri e non ho mai avuto imbarazzi o, per fortuna, blocchi dello scrittore, ma stavolta mi ci sono avvicinato, perché redarre una semplice cronaca di quanto avvenuto di recente a Roma sarebbe banalizzare l’evento, ma, nello stesso tempo, è difficile mettere nero su bianco le emozioni provate.
È dal 2014 che seguo Saihou Ozono sui socials e – con Lucio Farinelli – ci siamo incontrati con lui tre volte, perché da sempre avremmo voluto tenesse un workshop in Italia (anche quando non aveva il successo di ora) proprio per quello che lui riusciva a ideare e realizzare.
Lo stesso era successo precedentemente con Mika Otani, la nostra insegnante che, addirittura, avevamo conosciuto su Flickr.
In Italia (anzi in Europa) abbiamo sempre portato persone giovani e innovative, proprio per i percorsi esplorativi sul mondo dell’ikebana che stanno compiendo.

Un progetto atteso e costruito nel tempo
Il workshop con Saihou Ozono si sarebbe dovuto tenere nel 2021, ma la pandemia ci impedì di farlo e, successivamente, tra i miei impegni lavorativi, i suoi, e il mondo che lentamente si curava le ferite, abbiamo dovuto rimandare fino a che non siamo riusciti a far collimare le date.
Con Saihou Ozono abbiamo progettato questo workshop fin nei minimi dettagli: è partito tutto da una cena a Tokyo a fine luglio 2024 tra lui e Lucio Farinelli, poi si è continuato con riunioni online a cadenza mensile per un anno.
Il Maestro ci ha proposto quali temi avremmo potuto sviluppare, e Lucio e io abbiamo scelto i suoi più iconici e che mai, prima d’ora, erano stati eseguiti in Europa.
Da quando Ozono San è arrivato a Roma il 9 sera non ci siamo mai fermati tra andare a Nemi, praticamente a disboscare il patrimonio della famiglia Middei (nostra storica fornitrice di rami), un pranzo alla FAO, comprare le ultime cose che ci sarebbero servite per il workshop, prendere i fiori da Campanelli (da cui ci serviamo da anni), colorare le cantinelle di varie lunghezze e dimensioni (con l’aiuto della maestra Patrizia Ferrari mentre Silvia Pescetelli tagliava a listelli il Foam) e, in tutto questo, la cena del gruppo Concentus presso l’ottimo ristorante Sakana per festeggiare i dieci anni di attività del gruppo (da quando è ufficiale, ma abbiamo iniziato il nostro percorso nel 2010).
Per l’occasione al Maestro abbiamo regalato una felpa con il logo dell’anniversario realizzato (come tutte le locandine e i badge) da Silvia Barucci.
Il primo workshop: connessione e scoperta
La mattina del primo workshop le nostre allieve (grazie!!!) hanno diviso i materiali in mazzetti affinché ogni persona avesse già pronto ciò che avrebbe scelto, mentre Lucio e il sottoscritto erano al banco accoglienza sia per dare i pass alle persone, sia il nostro personale omaggio, ovvero una scatolina di liquirizie Amarelli a tiratura limitata riportante il nostro logo.
Le persone (40 di 18 nazionalità diverse) erano divise in dieci gruppi in vista del workshop del giorno dopo, e per ognuno c’era un badge di un determinato colore.
Prima di iniziare il workshop c’è stata la consegna di certificati, sia dei nostri allievi sia di Silvia Barucci, oltre che omaggiare l’insegnante di una statuina con le sue fattezze realizzata da Creation Lab.
Solitamente nei workshop i Maestri eseguono solo l’esempio di ciò che poi dovranno realizzare i partecipanti, mentre Saihou Ozono ha tenuto una vera e propria conferenza, sia sui principi dell’ikebana, sia su riflessioni personali molto suggestive.

Dopo è passato a illustrare ciò che avremmo dovuto compiere che, banalmente, potremmo definire realizzare un’acconciatura sulla testa o sul corpo, ma che in realtà il Maestro ha specificato avremmo dovuto rappresentare quello che la persona davanti a noi ci ispirava, che si conoscesse o meno.
Per lui ogni lavoro non ha solo un lato estetico, ma deve essere un messaggio, qualcosa che arriva da un cuore all’altro.
Quello che mi ha stupito è stato che, fin da subito, si è percepita tra i partecipanti una serenità di spirito, felicità e unione tra persone che non si conoscevano come mi ha fatto piacere la presenza di due rappresentanti della scuola Ohara (Diego Angeloni e Romilda Iovacchini) e di una flower designer (Francesca Barinci).
Il maestro, coadiuvato dalla traduttrice Momoka Matsura (impareggiabile il suo aiuto su tutti i settori) passava tra noi a dare consigli, suggerimenti o, come nel mio caso, a chiedere di modificare il mio progetto per imparare a decorare anche la barba di una persona.
I partecipanti per lo shooting fotografico (a cura come per il backstage) di Andrea Lippi avevano la possibilità di indossare i gioielli in mosaico di Caterina Vitellozzi.
È stata una giornata davvero stupenda, ma nulla al paragone del secondo workshop.
Il secondo workshop: la Pace come creazione collettiva
Al solito le nostre solerti e bravissime allieve hanno suddiviso i materiali (praticamente una foresta) mentre scartavamo i nostri contenitori, ovvero delle scale a pioli e delle sedie pieghevoli!
Per diversi mesi da Viareggio (in treno) mi sono portato materiale di vario genere donato dall’Associazione RecuperArti mentre le allieve andavano a tenere da parte flaconi di varia tipologia perché Ozono San ci teneva al tema del riciclo.
La mattina è iniziata con una seconda conferenza di approfondimento, dove sono stati enucleati altri importanti concetti prima che lui eseguisse la parte pratica.
Per me la scoperta dei termini Shu (imitare la forma del Maestro), Ha (rompere la forma pur ereditando dal Maestro) e Ri (superare il Maestro e creare il proprio percorso) è stata di una grandissima importanza.
È stato emozionante vedere che Ozono Sensei più aggiungeva materiale e più il lavoro era leggero e arioso.
Dopo la sfida è passata nelle nostre mani. Anche questa volta avevamo un tema assegnato: la Pace nel mondo. Un tema importante e non di facile rappresentazione.
I dieci gruppi (da 4 persone) hanno lavorato alacremente e, sinceramente ,con un’unione di intenti che è stata davvero sorprendente.
Oltre al materiale immenso donato da RecuperArti (ringrazio Marina Massaro non solo per aver sponsorizzato in questa maniera il workshop, ma di averci raggiunto per unirsi nel lavoro di questa seconda giornata) avevamo varie tipologia di carta, tra cui le moltissime e bellissime calligrafie dono del Maestro Francesco Morra.
Ho sempre amato poter creare delle congiunzioni tra professionisti che ammiro e stimo in questi eventi.
Un unico cuore che batte
Dopo le correzioni e le spiegazioni dei loro lavori di ogni gruppo ci aspettava un’ulteriore sorpresa emozionante.
Il Maestro ci ha chiesto di porre la sua installazione al centro della sala e le nostre attorno andando ad unirle tutte senza alcuna possibilità di spazi, perché dovevano essere un unico cuore che batteva per la Pace.
Per unire ulteriormente le 11 strutture dall’altro abbiamo inserito delle cantinelle lunghe 3 metri e, soprattutto, circondato la struttura con una rete, colorata dal Ozono San, arrotolata a tubo che è stata sollevata e posizionata, in contemporanea, da 40 persone.
40 persone commosse per tutto ciò che quel gesto rappresentava.
Gratitudine e consapevolezza
In 21 anni di studio dell’ikebana questa arte mi ha donato tante soddisfazioni ed emozioni, ma quelle provate in questi giorni difficilmente saranno superate.
Grazie alle mie allieve per tutto il lavoro eseguito, al gruppo di Silvia Barucci venuto al workshop dalla Toscana, e a tutte le persone provenienti dall’estero che hanno creduto in questo strabiliante workshop svoltosi presso l’Hotel dei Congressi, perfetto per organizzazione e catering.
Un doveroso ringraziamento va alla Fondazione Italia Giappone, all’Associazione Giappone in Italia per i patrocini e, in modo speciale, all’Ambasciata del Giappone in Italia, che oltre a darci il patrocinio ha inserito l’evento nei festeggiamenti dei 160 anni di rapporti tra Italia e Giappone, e alla nostra scuola che ci ha permesso di utilizzare il logo del centenario.
Il grazie più grande va – ovviamente – a Saihou Ozono, perché non ha dormito nemmeno la notte (ci lasciavamo alle 0.00 e i suoi primi messaggi erano alle 5.00 del mattino) per far sì che tutto fosse perfetto.

• Ringraziamo Andrea Lippi e il Concentus Study Group – Ikebana Sogetsu Italia per averci gentilmente concesso l’uso del materiale fotografico e la cui riproduzione è vietata •




























One Response
Benché inserire i contenuti all’interno di TAKUMI sia talvolta un’operazione noiosa, il privilegio di poter leggere in anteprima più e più volte gli articoli che i vari collaboratori ci inviano, non ha prezzo.
Ho seguito a distanza (purtroppo) il Workshop del Ozono sensei, ma dalle foto non sono riuscito a comprendere la profondità e l’emozione che hanno vissuto i partecipanti, se non leggendo appunto l’articolo di Luca… e devo ammettere che mi sono realmente emozionato con tanto di occhi lucidi e nodo in gola.
Cos’altro aggiungere se non grazie mille per averci permesso di essere lì, virtualmente, sì, ma col cuore!