Tiberio Gracco. Quando l’umiltà fa il Maestro

TAKUMI lifestyle - Tiberio Gracco - cover

Cosa fa di un artigiano un Takumi, qual è la peculiarità realmente imprescindibile per diventarlo? La bravura, il talento, la dedizione? Forse. Queste qualità sono senza dubbio necessarie ma non sufficienti. Tanti sono gli artigiani che sanno fare il loro mestiere in modo egregio ma che non arrivano a particolari vette d’eccellenza. 

Tra le tante elencabili, credo fermamente che la più importante sia l’umiltà. Essere umili è la conditio sine qua non che ti fa andare avanti un passo dopo l’altro, che ti fa progredire costantemente aprendo scenari preclusi a chi – pieno di sé – si sente già arrivato. 

Il Maestro Zen Shunryu Suzuki nel suo libro “Mente Zen. Mente di principiante” (lettura suggerita e consigliata da Steve Jobs) poneva l’accento proprio su questo aspetto. Essere umili, avere costantemente la propensione all’apertura e ad imparare nuove cose, è l’atteggiamento tipico del principiante che bisogna non abbandonare mai: “nella mente di principiante ci sono molte possibilità, in quella da esperto poche”. 

Delle persone che conosco, una più di tutte è la summa aurea – umiltà in primis – di tutte le qualità possibili: Tiberio Gracco. Scrivere di questo artigiano-artista a tutto tondo mi risulterebbe difficile, non tanto per la descrizione delle sue produzioni, quanto perché riuscire a sintetizzare le sue tantissime attività, che spaziano dal bonsai alla musica (mentre vi scrivo è prossimo all’uscita il suo secondo album), sarebbe una vera e propria impresa. Scelgo quindi di parlarvi “soltanto” della sua attività come vasaio.

Nella pratica bonsaista il vaso ricopre un ruolo importantissimo. Insieme all’albero è il coprotagonista assoluto in ciò che definiamo come Bonsai. Non un mero contenitore, ma un prezioso e ricercato completamento atto ad armonizzare e valorizzare il binomio albero-vaso.

Parlare di un vaso di qualità, significa prima di tutto iniziare a comprendere un mondo caratterizzato da mille sfaccettature. L’età, il tipo di gres, la forma, il colore, lo smalto, la patina, la produzione, sono soltanto alcune delle peculiarità che possono fare di un vaso un vero e proprio oggetto d’arte. Senza arrivare a parlare delle preziose produzioni nipponiche di Tokoname, o degli inarrivabili Kowatari cinesi, c’è da dire che l’Europa si è distinta negli ultimi anni per la presenza di artigiani vasai dalle eccellenti qualità, e tra questi vi è, senza ombra di dubbio, Tiberio. 

Partendo essenzialmente da zero, ha saputo con zelo, umiltà e modestia, doti inscindibili del suo carattere, imparare tutto ciò che riguarda la creazione di un vaso di qualità. Ha fatto sue le varie tecniche di produzione, l’utilizzo degli smalti, la scelta dei diversi gres, l’estetica celata dietro ogni forma, ha perfezionato negli anni le sue creazioni fino al punto di sbalordire gli stessi estimatori dei tanto blasonati vasi giapponesi Tokoname.

Dopo diversi anni di inattività, complice lo stravolgimento lavorativo derivante dalle conseguenze pandemiche, ha ripreso la sua produzione realizzando vasi ancor più raffinati, eleganti, ricercati e di classe dei precedenti. Uno su tutti, il modello “mokko, al contempo semplice e complesso coi suoi richiami ai petali del loto, che ha riscosso un incredibile successo e suscitando unanime ammirazione nell’intera platea di appassionati bonsaisti.

TAKUMI lifestyle - Tiberio Gracco - mokko

L’utilizzo derivante dalla sperimentazione con nuove terre, nuovi gres, ha permesso la creazione di vasi dalle incredibili qualità; prova ne è il timbro che producono una volta fatti risuonare proprio come fossero delle campane tibetane. 

Pur non abitandogli lontano, a causa di tutte le restrizioni che ci sono state in quest’ultimo anno, non mi è stato possibile raggiungerlo ed ammirare dal vivo questa sua nuova produzione. Mi sono dovuto limitare a guardare i suoi nuovi vasi attraverso i canali social nei quali condivideva sporadicamente i risultati delle varie infornate… fino allo scorso mese, periodo in cui ho avuto finalmente la possibilità di raggiungerlo e di vedere coi miei stessi occhi questi lavori.

Toccare con mano questi vasi, sentirne la setosità con le dita ed apprezzarne dal vivo le qualità, mi ha letteralmente lasciato senza parole, perché non mi sarei mai aspettato un salto qualitativo così significativo rispetto alle sue precedenti produzioni. Non avrà all’attivo le 60.000 ore di lavoro che fanno di un artigiano un Takumi, ma di certo è sulla buona strada… complimenti Tiberio!

foto © Tiberio Gracco


Info e contatti

Facebook: https://www.facebook.com/tiberiogracco.it
Instagram: https://www.instagram.com/tiberio.gracco
E-mail: info@tiberiogracco.it

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2 Responses

  1. […] fare il loro mestiere in modo egregio ma che non arrivano a particolari vette d’eccellenza. ( … […]

  2. […] senso stia diventando sempre più vasta. È un caso, o meglio, è per puro caso se il nostro buon Tiberio Gracco – che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare come bonsaista e ceramista vasaio – si […]

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