Shoko Okumura

TAKUMI lifestyle - Shoko Okumura © Revenant cover

Nel mio percorso da bonsaista e suisekista ho sempre cercato di migliorare le esposizioni nelle mostre e sono sempre stata affascinata dai kakejiku e dagli shikishi presenti nei tokonoma. L’emozione che ho provato nel vedere per la prima volta i dipinti di Shoko Okumura esposti è davvero difficile spiegare in poche parole.

Ho avuto poi il piacere di conoscerla, apprezzando la sua semplicità e simpatia. Ma un vero onore è stato partecipare ad alcune sue lezioni di pittura in qualità di allieva. Ho così potuto capire meglio il suo amore per la pittura e la sua grande conoscenza delle tecniche, ma soprattutto vedere il suo metodo di insegnamento basato sulla semplificazione, rispettando l’arte e anche gli allievi, spesso così lontani dalla conoscenza dell’acquarello giapponese e della mentalità orientale.

Durante le lezioni di Shoko c’è sempre un clima di amicizia e serenità. Lei si mette a completa disposizione e mostra fin nei minimi particolari le tecniche, fino al tratto singolo del pennello.

Le sue opere rappresentano la natura proprio come solo in Giappone viene rappresentata: solo alcuni particolari sono messi in evidenza, accennando soltanto il soggetto, costringendo l’osservatore ad utilizzare i propri sensi per allargare la percezione dell’insieme.

Lo spirito tradizionale giapponese “mono no aware” (malinconia delle cose), che traspare dalle opere di Shoko Okumura, ci fa riflettere sulla nostra vita e su come sia meglio utilizzare il tempo a nostra disposizione.

Questa artista ha dedicato tutta la sua vita alla pittura e quindi rappresenta in pieno il concetto del Takumi.


Shoko vivi in Italia da alcuni anni e sei stata accolta bene, conosci varie città e ne apprezzi le bellezze artistiche e monumentali, ma cosa pensi dell’Italia? Quali sono le differenze principali con la vita in Giappone?

L’Italia è un paese meraviglioso soprattutto per chi ama l’arte e la cultura. Ogni città sia grande che piccola ha i suoi meravigliosi monumenti e tanta arte, è davvero divertente scoprire questi gioielli. Anche le persone, sono molto portate verso l’arte e la cultura, sia donne che uomini partecipano a numerose attività culturali. 

Shoko Okumura

Certo ci sono delle differenze tra la vita in Italia e quella in Giappone. Io sono cresciuta a Tokyo, quindi posso fare un confronto con la vita di Tokyo, che come tutti sanno, è una città che ha una grande parte moderna. Quindi ero circondata da edifici moderni e il sistema e le tecnologie molto efficienti, però, allo stesso momento, ho avuto sempre ammirazione verso le cose antiche e storiche, le quali forse mi mancavano un po’ nella mia vita quotidiana. 

Penso che questo è uno dei motivi per cui l’Italia mi ha attirato molto. Studiando la storia dell’arte al Liceo Artistico e all’Università, questa mia curiosità è cresciuta sempre di più, poi, alla fine, ho deciso di venire a studiare il restauro d’affreschi a Firenze. 

Ti sei laureata in Pittura tradizionale Giapponese alla Tokyo University of Arts e poi sei venuta in Italia a Firenze presso l’Università Internazionale dell’Arte dove hai conosciuto uno stile pittorico differente. Questo ha influito in qualche modo sulla tua arte?

Ho studiato il restauro d’affreschi. Questa tecnica di pittura murale l’ho conosciuta per la prima volta nel secondo anno universitario, durante una lezione aggiuntiva per conoscere altre tecniche pittoriche. 

Ho scoperto che i pigmenti degli affreschi sono abbastanza simili a quelli della pittura tradizionale giapponese, infatti le opere di affreschi hanno un colore piuttosto tenue, non troppo forte. 

Poi dopo che ho acquisito la tecnica dell’affresco, ho cominciato a sperimentare l’utilizzo di entrambe le tecniche per realizzare le mie opere. In conseguenza, attualmente utilizzo entrambi i tipi di pigmenti. 

Parlaci delle tue tecniche di pittura. Sono tradizionali o innovative?

Fondamentalmente utilizzo la tecnica tradizionale (il supporto è di carta giapponese e utilizzo molto spesso le foglie d’oro/argento come base), poi dipingo con due tipi di pigmenti, sia quelli dell’affresco e sia quelli della pittura giapponese, come accennavo nella risposta precedente. 

Credo che questa sia la mia caratteristica particolare e l’applicazione di una tecnica piuttosto innovativa, infatti non vedo altre persone che lo fanno. 

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“Dimora della natura” © Shoko Okumura

Le tue opere rappresentano principalmente la natura, in molte sue espressioni e in differenti stagioni e momenti del giorno e della notte. Questo denota una sensibilità ed un rispetto verso la natura stessa. Qual è il tuo rapporto con essa?

Mi ispiro molto alla filosofia tradizionale giapponese del “mono no aware”, la cosiddetta impermanenza. Noi siamo circondati dalle cose impermanenti, la maggior parte delle cose cambia.

Il trascorrere delle stagioni, il trascolorare dei colori e la confluenza dei suoni in rinnovate armonie è da sempre, e in tutte le culture, fonte di ispirazione per l’arte nei suoi diversi linguaggi espressivi, oltre che di emozioni profonde nelle anime aperte allo stupore del mondo.

Un tratto profondo dell’anima del Giappone è nel sentimento del trascorrere delle cose, del trascolorare delle stagioni e della vita cosmica, in breve nel sentimento di “impermanenza” che ne rende così particolare e affascinante la cifra spirituale.

La “malinconia delle cose” (mono no aware) non impedisce però di fissarne l’essenzialità nell’attimo, irripetibile e perciò, a suo modo, permanente.

Più dunque che un canone estetico, “mono no aware” è un modo di stare al mondo tipico dello spirito giapponese, che non si teorizza, ma si vive, e che trova una espressione anche nella pittura, di cui io mi ritengo da anni portatrice e, in un certo senso, messaggera.

La caratteristica delle tue opere è sempre la leggerezza, la trasparenza e la raffinatezza. Una “Natura sussurrata” come hai intitolato una tua mostra. È il tuo modo di interpretarla o di osservarla?

Forse è il mio modo di interpretarla, credo che noi possiamo imparare molte cose dalla natura. La natura vive nell’ambiente dove viviamo noi, senza spostarsi e senza lamentarsi, accetta tutte le cose che accadono, sia le cose negative e che quelle positive. 

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“Empathy toward things” © Shoko Okumura

La sua bellezza ci attira sempre, però allo stesso momento ci mostra il suo essere effimera. 

Come “mono no aware”, anche la bellezza della natura non dura per sempre, anzi piuttosto dura poco come i fiori di ciliegio. Perciò ci insegna a vivere nel momento attuale.

In tutti i dipinti la luce è un elemento fondamentale, anzi la mancanza di una luce troppo forte. Come hai voluto spiegare con la tua recente mostra “Finestre di luce nei boschi”. Ci fai comprendere meglio?

Per questa mostra “Finestre di luce nei boschi”, ho dipinto molte case con le finestre illuminate nel momento dopo il tramonto.

La finestra è un passaggio tra la dimora dell’uomo e la natura. Attraverso la finestra, entrano i raggi solari, il vento, magari a volte le foglie dagli alberi spinte dal vento. 

Quando giunge la sera invece, dall’esterno si vedono le finestre illuminate, che aspettano il ritorno dei tuoi cari o dei viaggiatori ecc… è un simbolo di caloroso benvenuto e si può immaginare che all’interno della casa le persone svolgano le loro attività consuete e casalinghe. 

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“Dimora di luce” © Shoko Okumura

Buio e tenebre (la sera), destano la tristezza/ansia/solitudine ecc… invece una luce nel buio, che si accende nella sera, ti fa rilassare e dona tranquillità alla tua anima. 

Non solo, la luce nel buio rimuove le barriere del cuore. Lo sfondo teorico è quello di scrollarsi di dosso l’ansia e la solitudine, che possono essere portate dalla sera e dal restare dentro le case, ma è facile mostrare un lato della natura umana differente da quello che si mostra di giorno.

In uno spazio in cui il mondo dorme, si illumina la luce interiore dalle tenebre e si scopre il mondo dello spirito e della mente.

Quale delle tue mostre o collaborazioni ti ha lasciato un ricordo particolare?

Di ogni mostra ho tanti ricordi, però forse nella mostra bipersonale che si è svolta a Tokyo nel 2019, ho avuto un’esperienza davvero indimenticabile. 

Prima della mostra ero abbastanza tesa perchè ho sempre tenuto le mie mostre in Italia, perciò non avendo molte esperienze in Giappone, non avevo idea di quale sarebbe stata la reazione dei visitatori giapponesi.

TAKUMI lifestyle - Shoko Okumura
Shoko Okumura – Mostra personale “Finestre di luce nei boschi”
8 – 31 Ottobre 2020 | Manifiesto Blanco gallery, via Benedetto Marcello 46 Milano

Alla fine però i dipinti sono stati molto apprezzati, e tutte le opere sono state acquistate. Anche i galleristi erano molto accoglienti e professionali.

Dopo quella mostra sto collaborando anche con altre gallerie in Giappone, e per ora ho in programma una mia mostra personale nella primavera 2022 a Tokyo.

I tuoi corsi sono molto apprezzati e seguiti. Come ritieni sia compresa dai tuoi allievi italiani l’arte orientale?

Sono davvero lieta di avere molti partecipanti ai corsi, e sono molto contenta che ci siano così tante persone che si vogliono avvicinare alla nostra pittura, non solo tecnicamente, ma, alcuni, anche teoricamente studiano bene.

Cerco di spiegare il motivo per cui dipingiamo sempre gli elementi naturali / paesaggi, questo perchè la pittura giapponese è nata per rappresentare la divinità scintoista invisibile, ma tali divinità esistono nei vari elementi naturali. 

TAKUMI lifestyle - Shoko Okumura © imminenze-del-crepuscolo
“Imminenze del crepuscolo” © Shoko Okumura

Poi durante la lezione, divido la tecnica in vari passaggi, rendendo più facile la comprensione agli allievi, anche facendo la dimostrazione pratica di pittura. 

Ha molta importanza comprendere che la pittura giapponese idealmente viene eseguita con calma, con animo sereno, senza avere fretta. Non è sempre facile praticare con animo sereno, perchè succede spesso qualcosa di imprevisto, però seguo i corsisti con molta attenzione e cerco di aiutarli a eseguire i loro lavori con serenità e calma.  

Quante ore al giorno dedichi alla tua arte? L’applicazione e l’affinamento di diverse tecniche ti ha portato a raggiungere una maggiore consapevolezza di te stessa e delle tue conoscenze?

Tutto il giorno dedico alla pittura, dalla mattina fino alle 2 o 3 di notte. Anche solo la preparazione di base del dipinto richiede molto tempo (soprattutto applicazione di foglie d’oro/argento), sono diventata molto esperta e precisa in questa tecnica  

Poi lavorare sullo sfondo metallico (foglie d’oro/argento) non è facile, ma sperimentando come utilizzare vari tipi di pigmenti, ho acquisito una tecnica che mi permette di creare lo sfondo sfumato e dipingere sopra. 

TAKUMI lifestyle - Shoko Okumura © castello-sottolestelle
Castello Sforzesco di Milano © Shoko Okumura

Foto di copertina: “Revenant” © Shoko Okumura | Mineral pigments on japanese paper | 90 x 64 cm 


Info e contatti

Website: https://www.shokookumura.com/
Facebook: https://www.facebook.com/japanese.paintings.shoko/
Instagram: https://www.instagram.com/shoko.okumura.art/

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